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Guzzo è un patronimico derivante dal
nome personale Guzzo[1] (Gutius) diffuso fra 400 e 500 nei Sette Comuni e
venne usato inizialmente come soprannome poi dalla fine del 400 come vero e proprio
cognome.[2]
Da queste indicazioni logistiche si
possono dedurre le attività principali che originariamente i Guzzo svolgevano: boscaioli
e carbonari. Nel 1658 infatti messer Domenico q.Primo prese in affitto[12]
dal comune per 5 anni il vicino bosco della Valgadena (dai Frisoni fino al Salton) per
farvi appunto carbone (5 troni a soma ovvero 2 sacchi).
Ma i Guzzo erano anche pastori, come
la gran parte nei Sette Comuni. Sempre nel 1658 infatti Iseppo q.Giacomo affidò
(per 165 troni) al pastore Giammaria Peranzani, che stava partendo per la transumanza
della pianura, le sue 55 pecore; nell'anno 1700 Antonio (successivamente
governatore per i collonelli Gheller e Gavelle nel 1717-18[13]) e Battista
svernavano a Montà (PD) con rispettivamente 115 e 130 pecore, Vittore a Padova con
65;[14]
nel 1799 Giacomo q.Battista comprò da Pietro Menegatti 11 pecore (per 275 troni);[15]
fra il 1863 e 64 Antonio q.Giambattista e Giambattista q.Giacomo pascolavano
in inverno nel veronese (rispettivamente a Cologna Veneta e Ronco allAdige) e in
estate sulle montagne di Asiago.[16]
Anche nel territorio di Enego
fondarono così delle contrade stanziandosi nella val Dicina con le case Terani
e Guzzeto
(m.880 s.l.m.) e in Valdifabbro (m.740 s.l.m.)
e dividendosi in diversi rami che nel XIX-XX sec. erano: Teran (case Terani), Guzzetto
(casone Guzzetto) e Toi (Valdifabbro).
Interessante nel 1848 la
partecipazione di Sebastiano Guzzo ai tumulti popolani contro gli Austriaci.
Fra gli ultimi avvenimenti notabili si può ricordare Vittorio
Guzzo, morto nella I guerra mondiale (1915-18)[21] e Angelo
Guzzo-Bianco, falegname come i suoi avi, che nel 1974 diede un importante contributo alla
ricostruzione della chiesetta di S.Rocco di Gavelle.[22]
Sia per i Guzzo di Foza che per quelli
di Enego la storia dall'800 ad oggi, con la crisi della pastorizia e le guerre mondiali,
è costellata da una forte emigrazione che ha portato molte famiglie Guzzo a stanziarsi in
altri comuni italiani, mantenendo spesso un legame con le terre degli avi.
BIBLIOGRAFIA
SUI GUZZO
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Menegatti
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104; 114; 116-117; 119-120; 137-138;
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Boscardin
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p.178; 197; 209; 228-9; 258-262; 299;
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Attlmayr F.v.: Die deutschen Kolonien in Gebirge zwischen Trient,
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Marangon M.: Antenati e fantasmi sullaltopiano. Roma
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Nalli G.: Epitome di nozioni storiche economiche dei Sette
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Vicenza 1993.
Sartori A.D.: Storia della Federazione dei Sette Comuni Vicentini.
Gallio 1956.
Archivi
parrocchiali di S.Giustina (Registri di nascite) e del S.Cuore di Stoner
Cimiteri comunali di S.Antonio e di Stoner
Archivio
storico comunale (Stato Civile)
Biblioteca
comunale
Biblioteca
civica
Archivio di
Stato (Stato Civile)
Archivio di Stato (atti notarili)
[1] In particolare si tratta di un ipocoristico aferetico di vezzeggiativo (ad es. <Arriguzzo, Meneguzzo, Uguzzo, ecc.). Un nome simile Meneguzzo è attestato nel 1421 ad Asiago (Paganin M.: Della vera patria della famiglia Bonomo di Asiago. in Quaderni di cultura cimbra 43 (1-1998): p.38-44, part.p.43) e nel 1493 (Iulianus Menegutii) è forse diventato un cognome, Meneguzzi. Precedentemente un tale soprannome è attestato a Padova: 1146 Goffredo Guzus, 1429 Enrico Guzo di Enrico (Simionato 1995: p.296) e successivamente in Toscana con il cognome Gucci (de Felice A.: Dizionario dei cognomi italiani. Milano 1979: p.143).
[2] Fino agli inizi del 600 la grafia è ancora incerta guzo / guzzo.
[3] VI a.s., arch.not.570, atti not. B.Ferrazzi di Valstagna 15-6-1491; Signori 1991: p.341.
[4] Da ciò si può dedurre anche la presenza di Guzzo a Foza da diversi anni, in quanto il diritto alla partecipazione alle assemblee pubbliche era riservato esclusivamente ai residenti da almeno 20 anni. La famiglia di Guzzo potrebbe quindi essere originaria proprio da Foza.
[5] VI arch.not.423, atti not. A.Fincati l.F f.164v Compravendita tra comune di Foza e Giovanna Guzzo vedova Ceschi (Foza, dom. 2-7-1542).
[6] VI a.s., atti not. A.Fincati 2-7-1577.
[7] VI a.s., atti not. A.Fincati 14-4-1602.
[8] Un Domenico q. Francesco guzo de galio è citato nel 1529 (VI a.s., arch.not.423-429, atti not. A.Fincati di Gallio).
[9] Da cargatorium, luogo dove si caricava la legna, proveniente in questo caso dai ricchi boschi del Ronchetto.
[10] Signori 1991: p.389. Sulle carte I.G.M. è segnata Gozar (Cappellari 1986: p.8).
[11] Signori 1991: p.390. Menegatti 1996: p.55.
[12] VI a.s., arch.not.1710, atti not. C.Menegatti di Foza 30-9-1658; Signori 1991: p.341 e 406.
[13] Menegatti 1996: p.174.
[14] Menegatti 1996: p.36.
[15] Menegatti 1996: p.269.
[16] Menegatti 1996: p.35.
[17] VI a.s., arch.not.424, atti not. A.Fincati 16-4-1542 (Bortoli, dal Pozzo 1993: p.579-80).
[18] Fenomeno analogo anche per le famiglie Baido (forse originari di Foza in cui si diramò nei Lazzari e Lazzaretti), Doro (forse dagli Oro di Foza), Fozato (cognome che testimonia chiaramente l'origine fozata), dal Pubel (forse prorpio il Pubel di Foza), mentre inverso per i Cappellari e Agostini.
[19] VI a.s., atti not. F.Omizzolo di Foza 14-2-1740.
[20] VI a.s., arch.not.3461-76, atti not. M.Lazzari di Foza, Indice dei Protocolli 1755-1806.
[21] Foza, arch. parrocchiale (Stato d'anime 1811) e comunale (Stato Civile).
[22] Signori 1991: p.208,21.
[23] Signori 1991: p.209 no.77 e 314 (23-4-1974).