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RICERCHE GENEALOGICHE
Vengono svolte ricerche genealogiche strutturandole in varie fasi, a seconda delle esigenze e delle specifiche richieste, e dei risultati ottenuti e ottenibili:
Il tipo (quantità/qualità) di documentazione che verrebbe prodotta varia a seconda sia delle esigenze economiche che per l'interesse (si veda ad esempio una ricerca, medio-piccola, sulla famiglia Guzzo).
Per l'esperienza e l'attività svolta finora, si sottolinea che le aree più conosciute per noi sono quelle in Italia delle regioni del Veneto (soprattutto provincie di Padova, Vicenza, Verona), Lombardia (prov. di Mantova), Trentino Alto Adige e Toscana (prov.Firenze, Pisa), ed all'estero dell'Austria (Tirolo storico) e dell'America latina (Brasile e Argentina). Sono già state fatte ricerche sulle seguenti famiglie: Alberti (Veneto, Toscana, Brasile), Andreoli (Mantova), Grando e Guzzo (Veneto), Baldo, Innocenti e Linardi (Trentino). Nel nostro archivio è altresì presente molta documentazione (libri, alberi genealogici) su diverse famiglie nobili europee, soprattutto del nord Italia e del Tirolo.
Se si
disponesse della genealogia autentica ed esatta
di ciascuna famiglia, è più che verosimile che nessun uomo sarebbe stimato o disprezzato
in virtù della sua nascita. Infatti, non vè mendicante per le vie che non
risulterebbe discendente diretto di qualche uomo illustre, né un solo nobile elevato alle
più alte dignità dello Stato, degli ordini e dei capitoli, che non scoprirebbe tra i
suoi antenati una quantità di gente oscura. Supponiamo che un gentiluomo dalto
rango, tutto gonfio dorgoglio per la sua alta nascita, si vedesse passare in rivista
sotto gli occhi 1intera serie dei suoi avi, un po come Virgilio fa contemplare
a Enea tutti i suoi discendenti. Da quali contrastanti passioni non sarebbe agitato,
vedendo, nello spazio di quattro millenni, un alternarsi continuo, magari a brevi
intervalli, di condottieri e di pastori, di ministri di Stato e di artigiani, di principi
e di bifolchi?! Da quale tristezza o da quale gioia non si sentirebbe prendere alla vista
di tutti gli scherzi della sorte: di fronte a uno spettacolo cosi variopinto, fatto di
cenci e di porpore, di strumenti di lavoro e di scettri, di insegne di onore e di marchi
dobbrobrio?! Quale flusso e riflusso di speranze e di timori, di trasporti di gioia
e di mortificazione non verrebbe a patire, via via che la sua genealogia gli apparisse
brillante o tenebrosa?! Ma se il nostro gentiluomo, già cosi fiero dei suoi avi,
riuscisse a rientrare in sé, considerando con occhi di filosofo tutte queste
vicissitudini, non ne sarebbe più affatto turbato. Le generazioni dei mortali,
alternativamente illustri e abiette, si cancellano, si confondono e si perdono come le
onde di un rapido fiume: nulla può arrestare la corsa del tempo, che trascina seco ciò
che sembrerebbe più fermo e imperituro, e lo inghiotte per sempre nella notte eterna. |